I vari tipi di estrattori di succo

Che cosa sono gli estrattori di succo? Tale oggetto è diventato molto popolare negli Stati Uniti a partire dagli anni 1950 e ’60, per arrivare poi alla massima consacrazione nel nostro Paese nel giro degli ultimi anni; non a caso nel 2014 è stato eletto elettrodomestico più venduto. I succhi estratti a freddo da frutta e verdura saranno sani e salutari al 100% e la polpa scartata potrà essere utilizzata per ulteriori preparazioni culinarie, come per esempio dolci o biscotti deliziosi.

Sul mercato possiamo trovare principalmente due tipi di estrattori di succo, tutti e due verticali poiché quelli di tipo orizzontale sono ormai considerati obsoleti, vista anche la loro complessità e scomodità nell’utilizzo, senza contare che il prodotto realizzato con il loro utilizzo comporta una qualità davvero inferiore. Il primo estrattore di succo di tipo verticale che ormai è già considerato di vecchia generazione è a 80 giri, mentre quello nuovo è a 40 giri: questo ci fa capire immediatamente che più lentamente avvenga il movimento di estrazione e migliore sarà la qualità.

La bevanda che potrete realizzare con l’uso degli estrattori vi permetterà di disintossicare il vostro organismo, aumentare la vostra immunità e assordire in modo pratico e immediato micronutrienti (vitamine, minerali, oligoelementi).

 

In Messico regole ferree per utilizzare i droni

Il Governo messicano ha deciso di realizzare una nuova normativa relativa all’utilizzo dei droni. Infatti, l’utilizzo è consentito solo se il dispositivo è stato registrato all’interno del registro da parte dei proprietari. Non solo, ogni persona che gestisce e si occupa di far volare un drone nei cieli messicani, deve anche dichiarare il motivo per cui ha deciso di acquistare un drone. Questa scelta avviene dopo un controllo in una località al confine con gli Stati Uniti, dove un drone è caduto sul territorio. Nulla, di fatto, se non fosse per il contenuto del dispositivo, il drone in questo caso non era stato utilizzato per scopi benefici ma per trasportare 1KG di droghe sintetiche. A seguito di questa scoperta, ovviamente il Messico è in allarme è ha deciso di cambiare le normative ufficiali.

Per quanto riguarda l’Italia invece scopri il regolamento dell’ENAC per i droni.

Il mercato dei diamanti: come funziona?

Investire nei diamanti? Investire nel mercato dei diamanti non è paragonabile ai prodotti di investimento finanziari: è un modo di monetizzare una parte dei propri risparmi, una sorta di patrimonializzazione, che a differenza del settore immobiliare costa molto di meno. Con soli 5-10mila euro è possibile acquistare delle piccole gemme che poi possono essere lasciate in eredità ai figli. Non sarà necessario pagare tasse di successione, né altre tasse come la capital gain o eventuali imposte patrimoniali.
Dopo aver pagato l’Iva sull’acquisto, non sono previsti altri oneri. I diamanti sono beni di libera circolazione: è possibile trasferirli ovunque, anche all’estero, se sono accompagnati da una attenta e precisa documentazione di provenienza.

Come è possibile presentare un’offerta? Il primo principio è la trasparenza. Ad oggi il mercato delle quotazioni diamanti è sotto controllo degli istituti più radicati sul nostro territorio: tra queste possiamo citare le banche di credito cooperativo e le casse rurali dell’Iccrea. Il detto dice: un diamante è come un quadro, ovvero una gemma è unica nel suo valore, non esistono valutazioni oggettive. I diamanti più preziosi sono quelle per colore, purezza e taglio. Il peso migliore è tra mezzo carato e un carato, il peso ideale per una facile collocazione ul mercato da parte degli istituti bancari.

Riforma scuola, Un altro anno di tregua per i trasferimenti dei precari

E’ bufera sulle assunzioni, è caos sul mondo della scuola da quanto è sorta la riforma Renzi-Giannini, con l’approvazione del piano straordinario che al suo interno prevede 103 mila assunzioni di precari nella scuola italiana. Ora però sembra essere arrivata una tregua: in seguito al rifiuto dei docenti davanti alla richiesta di trasferirsi in altra regione, il prossimo anno, il 2015-2016, i docenti potranno accettare una supplenza vicino a casa senza perdere il ruolo grazie a “La Buona scuola”.

Il tema delle assegnazioni e degli spostamenti da una regione all’altra aveva creato grande polemica, scaldando gli animi degli addetti ai lavori: la bufera nata ha spinto il Miur a dare il suo via libera ai neoassunti per poter così accettare incarichi di supplenza a pochi passi da casa anche per il prossimo anno, senza stravolgere da subito le carte in tavola. La richiesta operata dal ministro Stefania Giannini agli uffici scolastici territoriali appare a tutti gli effetti come un tentativo di andare incontro ai precari della scuola. Pur mantenendo quindi le nomine sulle supplenze, il governo si aspettava una risposta molto più positiva rispetto a quanto è accaduto: per alcuni altro non è che la testimonianza di un crollo davanti alle pressioni dei sindacati, che intanto hanno già annunciato uno sciopero in autunno in quanto “non soddisfatti del compromesso”.

In questo modo resta nella bufera la questione legata agli incarichi di supplenza, con un’attesa che si fa ancora più difficile: con la scelta dei precari di mettere in atto un tentato “boicottaggio”, rifiutandosi così di essere assunti per paura di essere poi successivamente trasferiti presso istituti lontani da casa, non è stata presentata la domanda per seconda e terza fase del piano straordinario. E’ vero che i docenti potranno così accettare una supplenza nella provincia in cui risiedono, ma è altrettanto vero che tale incarico potrebbe anche non essere disponibile.

Come è stato spiegato da Domenico Pantaleo della Flc Cgil, c’è il presentimento che le graduatorie non saranno mai esaurite per quei “30mila iscritti che non vogliono l’assunzione e i 20mila della scuola dell’infanzia che hanno presentato domanda”. A questi vanno anche aggiunti coloro che stanno presentando i ricorsi per rientrare ufficialmente nelle graduatorie. Di tutta risposta è stato confermato che l’11 settembre si terrà un incontro le tra le rappresentanze sindacali presso il teatro Quirino di Roma, con lo scopo di organizzare un piano per difendere i diritti di tutti i docenti.

 

Precari o deportati: cosa sta succedendo alla scuola italiana?

Si sentono dei deportati, per questo motivo, anche davanti al termine per presentare la domanda per l’assunzione, alcuni precari hanno deciso di non rendersi disponibili all’eventualità di cambiare regione. Il motivo è legato alla riforma che il governo Renzi ha chiamato “La buona scuola“: per chi non lo sapesse, al suo interno è stata inserita la questione legata alle assunzioni dei precari. I buoni propositi che non sono stati concretizzati, al contrario di quanto Renzi e il governo si aspettavano. Essere precari ad oggi è sinonimo di una sola cosa: non avere un lavoro stabile; questione che però potrebbe e dovrebbe camminare di pari passo con quelle migliaia di Partite Iva che cercano guadagno e lavoro giorno dopo giorno senza avere certezze e tanto meno un posto fisso. Ma per questo discorso andrebbe aperto un capitolo a parte.

E’ successo che il governo, con la legge 107 del 13 luglio, ha deciso di far assumere i precari al fine di “coprire i posti vacanti e disponibili”, per poter anche assicurare ai giovani italiani “un’offerta formativa più ricca” con l’assunzione di circa 103.000 precari dei quali una parte sarebbe arrivata dalle graduatorie ad esaurimento e dai concorsi a cattedra con il rischio di un lavoro con assunzione presso una provincia che non fosse quella di residenza. La polemica, l’indignazione è scattata immediatamente, dal web ai social, dove è nato un movimento di protesta contro le assunzioni: “Basta precarietà, no alla deportazione”. Da quel momento è stata boicottata la domanda di assunzione, con la decisione fin quanto azzardata per molti, di preferire la via della precarietà.

Il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) viste le forti critiche ha subito deciso di consentire ancora per un anno, il 2015-2016, a tutti i neoassunti di accettare incarichi di supplenza vicino alle abitazioni, senza perdere il ruolo. Questo significa che sarà concesso un anno di tregua per coloro che hanno detto “no” alle assunzioni proposte dal governo. La decisione messa in atto è partita dal ministro dell’Istruzione Giannini che, proprio sul tema delle supplenze, ha chiesto agli uffici scolastici territoriali di effettuare le nomine entro l’8 settembre. Apriti cielo: le polemiche non si sono affatto fermate, tanto che questa decisione, già rinominata “compromesso” ha fatto infuriare i sindacati, che ora medita di mettere in atto uno sciopero in autunno per tutelare i docenti e i loro diritti.

L’autunno bollente della scuola italiana

Polemiche e scontri tra precari e governo, con i sindacati pronti a scendere in campo: si prospetta un autunno caldo, bollente quello che sta per arrivare e che riguarderà la scuola italiana. Dopo le ultime scelte compiute, il Governo immaginava forse che le proteste contro la riforma potessero finite in poco tempo, ma così non è stato. E pensare che per Ferragosto, il premier Matteo Renzi aveva fatto un “augurio” particolare ai precari con la legge 107/2015, quella rinominata “La Buona Scuola”. I sindacati hanno già in programma per l’11 settembre un incontro tra le rappresentanze RSU al fine di pianificare quella che sarà la protesta del caso: le azioni chiameranno in causa tutti i sindacati rappresentativi, dalla FLCGIL alla CSL passando per UIL, SNALS e GILDA.

Anche gli studenti sono pronti a scendere in piazza: nel calendario degli allievi infatti è stata inserita una nota sulla data del 23 settembre, quando si terrà “la notte bianca della scuola” che prevede un progetto di occupazione pomeridiana degli istituti e durante la sera si terrà un grande corteo in tutte le piazze d’Italia.

Ma c’è qualcosa che non sappiamo di questa Riforma della scuola: prima di tutto la distinzione tra fase B e C del piano straordinario di immissioni in ruolo. Il primo caso, grazie al quale saranno attribuiti quasi 18 mila posti in organico di diritto residuati a livello nazionale, potrebbe concludersi entro il 15 Settembre. L’altra fase, ovvero la C riguarda l’attribuzione i 55 mila posti dell’organico del potenziamento e potrebbe concludersi nel mese di Novembre. In caso di rifiuto, di mancata rinuncia o accettazione non si sarà assunti con conseguente espulsione dalle graduatorie. Tale concetto però non si è concretizzato fino in fondo: chi riesce a ottenere l’incarico vicino a casa entro l’8 settembre ha la possibilità di rinviare per un altro anno la partenza verso una cattedra lontana dal luogo di residenza, senza però perdere il diritto all’assunzione a tempo indeterminato.

Su richiesta del ministro Stefania Giannini agli uffici scolastici territoriali, il Miur ha dato il via libera ai neoassunti per poter accettare incarichi di supplenza; un modo per tendere la mano ai precari che ha però fatto infuriare anche i sindacati che di tutta risposta hanno già annunciato uno sciopero in autunno per contrastare anche questo ennesimo compromesso. E gli studenti attendono notizie per capire quando e come occupare insieme.