L’autunno bollente della scuola italiana

Polemiche e scontri tra precari e governo, con i sindacati pronti a scendere in campo: si prospetta un autunno caldo, bollente quello che sta per arrivare e che riguarderà la scuola italiana. Dopo le ultime scelte compiute, il Governo immaginava forse che le proteste contro la riforma potessero finite in poco tempo, ma così non è stato. E pensare che per Ferragosto, il premier Matteo Renzi aveva fatto un “augurio” particolare ai precari con la legge 107/2015, quella rinominata “La Buona Scuola”. I sindacati hanno già in programma per l’11 settembre un incontro tra le rappresentanze RSU al fine di pianificare quella che sarà la protesta del caso: le azioni chiameranno in causa tutti i sindacati rappresentativi, dalla FLCGIL alla CSL passando per UIL, SNALS e GILDA.

Anche gli studenti sono pronti a scendere in piazza: nel calendario degli allievi infatti è stata inserita una nota sulla data del 23 settembre, quando si terrà “la notte bianca della scuola” che prevede un progetto di occupazione pomeridiana degli istituti e durante la sera si terrà un grande corteo in tutte le piazze d’Italia.

Ma c’è qualcosa che non sappiamo di questa Riforma della scuola: prima di tutto la distinzione tra fase B e C del piano straordinario di immissioni in ruolo. Il primo caso, grazie al quale saranno attribuiti quasi 18 mila posti in organico di diritto residuati a livello nazionale, potrebbe concludersi entro il 15 Settembre. L’altra fase, ovvero la C riguarda l’attribuzione i 55 mila posti dell’organico del potenziamento e potrebbe concludersi nel mese di Novembre. In caso di rifiuto, di mancata rinuncia o accettazione non si sarà assunti con conseguente espulsione dalle graduatorie. Tale concetto però non si è concretizzato fino in fondo: chi riesce a ottenere l’incarico vicino a casa entro l’8 settembre ha la possibilità di rinviare per un altro anno la partenza verso una cattedra lontana dal luogo di residenza, senza però perdere il diritto all’assunzione a tempo indeterminato.

Su richiesta del ministro Stefania Giannini agli uffici scolastici territoriali, il Miur ha dato il via libera ai neoassunti per poter accettare incarichi di supplenza; un modo per tendere la mano ai precari che ha però fatto infuriare anche i sindacati che di tutta risposta hanno già annunciato uno sciopero in autunno per contrastare anche questo ennesimo compromesso. E gli studenti attendono notizie per capire quando e come occupare insieme.

One thought on “L’autunno bollente della scuola italiana

  1. Parlare di precari o deportazione degli insegnanti mi pare troppo. Forse la pressione di Renzi sulla discussione della buona scuola ora legge non ha avuto l’esito previsto.Senza dubbio la scuola ha bisogno di tempi e di cambiamenti più equilibrati. I docenti sono una categoria di lavoratori speciale. Per esempio sradicare un insegnante dalla propria terra è controproducente . Occorre ancora un tempo per riflettere.

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