Riforma scuola, Un altro anno di tregua per i trasferimenti dei precari

E’ bufera sulle assunzioni, è caos sul mondo della scuola da quanto è sorta la riforma Renzi-Giannini, con l’approvazione del piano straordinario che al suo interno prevede 103 mila assunzioni di precari nella scuola italiana. Ora però sembra essere arrivata una tregua: in seguito al rifiuto dei docenti davanti alla richiesta di trasferirsi in altra regione, il prossimo anno, il 2015-2016, i docenti potranno accettare una supplenza vicino a casa senza perdere il ruolo grazie a “La Buona scuola”.

Il tema delle assegnazioni e degli spostamenti da una regione all’altra aveva creato grande polemica, scaldando gli animi degli addetti ai lavori: la bufera nata ha spinto il Miur a dare il suo via libera ai neoassunti per poter così accettare incarichi di supplenza a pochi passi da casa anche per il prossimo anno, senza stravolgere da subito le carte in tavola. La richiesta operata dal ministro Stefania Giannini agli uffici scolastici territoriali appare a tutti gli effetti come un tentativo di andare incontro ai precari della scuola. Pur mantenendo quindi le nomine sulle supplenze, il governo si aspettava una risposta molto più positiva rispetto a quanto è accaduto: per alcuni altro non è che la testimonianza di un crollo davanti alle pressioni dei sindacati, che intanto hanno già annunciato uno sciopero in autunno in quanto “non soddisfatti del compromesso”.

In questo modo resta nella bufera la questione legata agli incarichi di supplenza, con un’attesa che si fa ancora più difficile: con la scelta dei precari di mettere in atto un tentato “boicottaggio”, rifiutandosi così di essere assunti per paura di essere poi successivamente trasferiti presso istituti lontani da casa, non è stata presentata la domanda per seconda e terza fase del piano straordinario. E’ vero che i docenti potranno così accettare una supplenza nella provincia in cui risiedono, ma è altrettanto vero che tale incarico potrebbe anche non essere disponibile.

Come è stato spiegato da Domenico Pantaleo della Flc Cgil, c’è il presentimento che le graduatorie non saranno mai esaurite per quei “30mila iscritti che non vogliono l’assunzione e i 20mila della scuola dell’infanzia che hanno presentato domanda”. A questi vanno anche aggiunti coloro che stanno presentando i ricorsi per rientrare ufficialmente nelle graduatorie. Di tutta risposta è stato confermato che l’11 settembre si terrà un incontro le tra le rappresentanze sindacali presso il teatro Quirino di Roma, con lo scopo di organizzare un piano per difendere i diritti di tutti i docenti.

 

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